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Quanto costa ormeggiare a Portofino in estate? Strategie per risparmiare senza rinunciare al panorama

📅 14 Agosto 2026✍️ di Claudia Squillace⏱️ 4 min di lettura

Mi trovo spesso a parlare con armatori che arrivano a Portofino per la prima volta in estate, gli occhi lucidi davanti al porticciolo più affascinante della Liguria. Poi viene il momento della prenotazione dell’ormeggio e quella luce negli occhi si spegne di colpo. Le tariffe estive di Portofino sono diventate leggendarie negli ambienti nautici, quasi un rito di passaggio per chi vuole veramente dire di aver navigato il Mediterraneo. Ma dietro questi numeri che fanno tremare i portafogli c’è una storia più articolata, fatta di scelte intelligenti e alternative che permettono di godere della Costa Brava senza ipotecare la barca.

Ho imparato questa lezione durante il mio anno di navigazione lungo l’Ionio, quando scoprii che la vera ricchezza del mare non sta nella destinazione più famosa, ma nella capacità di leggerlo e interpretarlo come facevano mio padre e mio nonno. Portofino rappresenta esattamente questo paradosso: una destinazione irrinunciabile che però richiede strategia e conoscenza per essere davvero accessibile.

Il costo reale dell’ormeggio a Portofino

Cominciamo con i numeri, perché la trasparenza è il primo passo verso le soluzioni. Durante l’alta stagione estiva, gli ormeggi a Portofino oscillano tra i 3 e i 5 euro al metro quadro per giorno. Un valore che per una barca di 12 metri significa rapidamente 40-60 euro al giorno solo per fermarsi. Se moltiplicato per una settimana di soggiorno, si raggiungono facilmente i 400-420 euro, ai quali si aggiungono servizi di banchina, utilizzo di acqua e energia elettrica.

Non è semplicemente un costo, è una tassa sulla bellezza. Portofino attrae ogni anno migliaia di imbarcazioni provenienti da tutto il mondo, e questa pressione turistica ha inevitabilmente spinto i gestori del porto a tariffe che rispecchiano la domanda piuttosto che i costi reali di gestione. Ho visto armatori svizzeri e olandesi accettare queste tariffe come norma, mentre i nostri connazionali cercano sempre disperatamente un’alternativa.

Il fenomeno è legato anche a fattori normativi e amministrativi. Le concessioni portuali a Portofino sono limitate e altamente contese, il che riduce l’offerta e naturalmente aumenta il prezzo. È una dinamica classica di Economia di mercato in cui l’unicità del luogo crea una situazione di quasi monopolio.

Alternative intelligenti nella zona di Portofino

Ecco dove la conoscenza locale diventa un vantaggio competitivo. A pochi chilometri da Portofino, verso Camogli e Santa Margherita Ligure, gli ormeggi costano notevolmente meno: tra 1,5 e 3 euro al metro quadro, quasi dimezzati rispetto alla destinazione principale. In una settimana, la differenza può superare i 200 euro.

Santa Margherita Ligure è particolarmente interessante perché mantiene lo stesso charme di Portofino, con la stessa vicinanza alle stesse spiagge e ristoranti, ma con un approccio più rilassato e accessibile. Ho passato tre giorni lì con un armatore genovese che mi ha mostrato come raggiungere Portofino in soli 15 minuti di navigazione costiera. La soluzione perfetta per chi vuole visitare senza viverci dentro.

Camogli, leggermente più a ovest, offre anche la possibilità di ormeggio in rada a prezzi ancora inferiori, anche se bisogna considerare la sicurezza della posizione durante le perturbazioni. Ho imparato a valutare questi compromessi durante la mia stagione sul Tirreno, dove il vento e il mare decidono più dei nostri piani.

Verso est, Portovenere e le Cinque Terre rappresentano un’opzione ancor più economica e affascinante. Sebbene tecnicamente fuori dalla zona di Portofino, sono raggiungibili in una navigazione di mezza giornata e offrono esperienze altrettanto memorabili con costi ridotti di almeno il 40 percento.

Strategie per navigare questa costa senza dissanguarsi

La prima strategia è temporale. Se siete flessibili, evitate le settimane di agosto e i weekend di luglio. Le tariffe scendono sensibilmente nei periodi di spalla, come la prima quindicina di giugno o la seconda metà di settembre, quando il mare è ancora caldo ma la pressione turistica decresce notevolmente. Ho visto ormeggi disponibili a meno della metà del prezzo.

La seconda è relazionale. Molti piccoli porticcioli della zona hanno accordi con charter nautici e associazioni di velisti. Se siete soci di club nautici riconosciuti, potete negoziare tariffe ridotte. È un’arte che ho visto praticare dagli armatori piemontesi, che sembrano conoscere ogni gestore portuario della costa.

La terza strategia è quella dell’ormeggio notturno. Alcuni porti offrono tariffe ridotte se vi fermate solo per la notte, permettendovi di passare le giornate in navigazione costiera o in ancoraggio selvaggio. La Tassonomia delle tariffe portuali varia enormemente da porto a porto, e spesso chi pone domande ottiene risposte sorprendenti.

Non sottovalutate l’ancoraggio in rada, dove consentito e sicuro. Portofino stesso ha zone di ancoraggio esterno dove molte imbarcazioni passano le giornate. Il costo è minimo, e il panorama rimane intatto. Ho trovato questa soluzione particolarmente affascinante al tramonto, con le luci del paese che si riflettono sull’acqua.

Il valore oltre il prezzo

C’è un aspetto che spesso sfugge quando si parla solo di costi. Una settimana a Portofino, anche se economicamente desiderosa, vi regala esperienze che non hanno prezzo. Le passeggiate sul porticciolo storico, i piatti di trofie al pesto, le conversazioni con altri navigatori da ogni parte del mondo, le immersioni con snorkel nelle acque cristalline. Mio padre mi diceva sempre che il Mediterraneo non si compra, si vive. E ha ragione.

La vera strategia non è fuggire da Portofino, ma imparare a visitarla intelligentemente. La si raggiunge, ci si ferma quanto basta per assorbirne l’essenza, e poi si continua verso gli altri tesori di questa costa straordinaria. Questo è il modo in cui io navigo, questo è ciò che insegno.

Claudia Squillace

Claudia, figlia di pescatori siciliani, ha iniziato a scrivere racconti di viaggio dopo aver vissuto un anno su una barca a vela lungo la costa ionica. Oggi offre consigli pratici su cambusa, piccoli porti e cultura marinara mediterranea, unendo tradizione e spirito d’avventura.