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Destinazioni vicino alla Toscana per weekend in barca: suggerimenti per scoprire luoghi fuori rotta

📅 17 Agosto 2026✍️ di Cesare Pellegrini⏱️ 5 min di lettura

Chi: diportisti toscani e dell’Italia centrale. Cosa: una rotta di weekend alla scoperta di cale meno battute. Dove: tra Liguria di Levante, Arcipelago e versante nord della Corsica. Quando: con l’arrivo della stagione calda, mentre il noleggio spinge e i porti tornano pieni. Perché: cercare mare pulito, silenzio e approdi autentici a poche ore di navigazione. Scrivo dopo settimane in banchina tra refit e prove in acqua: il Tirreno regala ancora angoli fuori rotta, purché si rispetti meteo, normativa e buonsenso marinario.

Capraia, l’isola aspra che premia chi arriva presto

Da Livorno sono poco più di 30 miglia: con mare disteso e un 25 nodi di crociera, si è in porto in un paio d’ore scarse. L’approdo è ordinato, con ormeggi gestiti e qualche boa stagionale. Le rade migliori si trovano a nord-ovest e a sud, ma cambiano volto con Maestrale e Libeccio: scegliete in base al vento del giorno, restando pronti a ripiegare in banchina se il respiro si alza.

A sud, le falesie rosse e il perimetro vulcanico offrono scenari che ricordano la Corsica. Fondali misti e subito profondi: calumo generoso, cima elastica e sorveglianza costante. Verificate sempre le ordinanze e le eventuali zone tutelate; i divieti possono cambiare di stagione in stagione e sono pubblicati dalla locale Capitaneria di porto.

Consiglio di bordo: qui l’acqua è trasparente ma “pesante” in rollio. Su scafi classici a V moderata evitate carichi a prua; una coppia di parabordi pieni in cala e un leggero anticipo di gas in retromarcia aiutano a tendere il trasto senza strattoni. È un trucco che ho imparato provando una runabout in mogano del ’68 proprio tra queste rocce.

Giglio e Giannutri, il dittico dell’Argentario

Base naturale: Porto Santo Stefano o Talamone. Giglio è a circa 14 miglia, Giannutri a 8–10. In due giorni si fa il periplo leggero: sabato in rada al Giglio, domenica bagno e rientro via Giannutri. Le cale più riparate al Giglio cambiano con i quadranti: Arenella regge bene il Maestrale, Cannelle e Caldane amano lo scirocco debole. Fondali di sabbia e posidonia: calate precise, catena distesa e occhio al sensibile moto ondoso generato dal traffico locale.

A Giannutri la sosta è più “sartoriale”. Cala Spalmatoio e Cala Maestra sono le uniche con un minimo di infrastruttura; in alta stagione si fa presto a saturare e valgono eventuali regolamentazioni in merito ad ancoraggio e boe per la tutela della posidonia. Informatevi prima: l’isola rientra in aree soggette a protezione ambientale e, in determinati tratti, vigono limiti tipici di un’Area marina protetta.

«Il vero lusso oggi è fermarsi bene, non dove si impone la folla», osserva un perito navale che segue refit e perizie tra Toscana e Lazio. Ha ragione: un ancoraggio corretto vale più di un ristorante rumoroso. App di prenotazione ormeggi e comunicazioni VHF tempestive con i marinai in banchina riducono l’attrito e fanno guadagnare tempo di mare.

Portovenere, Palmaria e il silenzio oltre le cartoline

Da Viareggio sono 35–40 miglia: rotta lineare finché il vento tiene sotto i 15 nodi. L’imboccatura di Portovenere è scenografica ma spesso trafficata; meglio programmare la sosta a Le Grazie o sulle boe autorizzate al riparo. Sull’isola Palmaria, lato Pozzale, l’acqua invita ma è fondamentale evitare la posidonia: scandaglio attivo, maschera pronta e cima galleggiante per non intrappolare l’elica.

Il Parco impone limiti a velocità e avvicinamento in vari tratti; rispettarli non è solo obbligo, è anche un modo per tenere viva l’esperienza. Evitate le ore centrali: l’alba regala acqua piatta, luce radente sulle batterie costiere e un profumo di pino che si sente fin dentro il pozzetto. Per chi naviga con scafi storici, qui si apprezza la tenuta in scia: le carene a V profonda degli anni ’60 scorrono leggere nel canale, ma chiedono trim fine per ridurre il beccheggio sulle ondine di rimbalzo.

Capo Corso e Centuri, la fuga di chi ama il passo

È l’extra chilometro per chi dispone di autonomia e barca marina. Da Livorno o Viareggio contate 60–70 miglia: con mare buono è una tratta da tre ore abbondanti a 25 nodi. Barcaggio e Tollare, al capo, offrono fondali sabbiosi misti e un’acqua lattiginosa nelle giornate di Maestrale. Attenzione però ai rinforzi improvvisi: il rientro con Libeccio teso può essere lungo e bagnato.

Documenti in ordine, dotazioni verificate, pieno pianificato con margine del 30%: sono dettagli che distinguono un viaggio piacevole da una corsa ansiosa. In crociere di confine controllate i canali VHF di zona, aggiornate la previsione a metà giornata e tracciate una rotta alternativa sulla costa toscana in caso di meteo in peggioramento. Una nota da restauratore: con vecchi serbatoi in metallo, il mare formato smuove residui; filtri di ricambio e portalampe puliti prima di mollare gli ormeggi.

Taccuino pratico: manutenzione e metodo per barche classiche

Nel mio laboratorio di Gardone Riviera, tra listelli di mogano e vecchi parabordi ricuciti, ripeto sempre la stessa triade prima di una traversata: raffreddamento, alimentazione, elettrico. Impeller nuovo a inizio stagione, tubi benzina certificati alcol-resistenti, capicorda serrati e protetti. Su motoscafi d’epoca con V-drive controllate l’allineamento: vibrazioni a regimi medio-alti logorano parastrappi e giunti come carta velina.

La distribuzione dei pesi fa miracoli: due batterie spostate 30 cm indietro possono togliere un nodo di resistenza al decollo, riducendo i consumi del 10–12% in acque riparate. Vernici e finiture? Evitate lavaggi aggressivi in rada: una microfibra bagnata, risciacquo dolce e un velo di cera marina a stagione avviata bastano a tenere vivo il lucido senza “bruciare” la gommalacca o i trasparenti moderni.

Rotte in breve per impostare il weekend:

  • Livorno–Capraia: 32 NM. Con 25 nodi, 2 h 00’ circa. Scelta rade in base a Maestrale/Libeccio.
  • Porto S. Stefano–Giglio–Giannutri: 14 + 9 NM. Soste selettive, tutela posidonia.
  • Viareggio–Portovenere/Palmaria: 38 NM. Ingresso mattino presto, boe autorizzate.
  • Livorno–Capo Corso (Barcaggio): 68 NM. Solo con meteo stabile e riserva carburante ampia.

Infine, navigazione rispettosa: consultate avvisi e ordinanze, fate check-in con la Capitaneria di porto locale dove richiesto, preferite boe a corredo quando disponibili e riducete la velocità vicino riva. Fuori rotta non significa fuori regola: è, piuttosto, il modo più onesto per ascoltare il mare e tornare a casa con la barca — e la testa — in ordine.

Cesare Pellegrini

Cesare, appassionato di motoscafi d’epoca, restaura imbarcazioni da oltre vent’anni nel suo laboratorio a Gardone Riviera. Condivide tecniche, aneddoti e suggerimenti per chi desidera riportare in vita vecchie glorie nautiche. Scrive articoli sulle storie delle barche più iconiche del Garda.